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Il 30 Aprile 2012 scadrà il termine per la valutazione del rischio da esposizione dei lavoratori a Campi Elettromagnetici(CEM). La data è fissata dalla direttiva 2008/46/CE, che modifica l’articolo 13, paragrafo 1 della 2004/40/CE.

La valutazione di esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, è un obbligo per il Datore di Lavoro, ai sensi dell’articolo 17 e dell’articolo 28 del D.Lgs n.81 del 9 aprile 2008. Il termine per la valutazione era già stato prorogato di 4 anni dall’Unione Europea, in modo da avere il tempo necessario al fine di cercare e trovare idonee soluzioni alle effettive difficoltà di attuazione della Direttiva. Nella realtà dei fatti, la Direttiva è rimasta assolutamente invariata e gli Stati membri dovranno attuarla entro e non oltre la data stabilita, a patto che non si decida per una ulteriore proroga prima della scadenza citata.

L’omessa valutazione può portare alle seguenti sanzioni:

·         Arresto da tre a sei mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400 (articolo 219, comma 1, lettera a)

·         Arresto da tre a sei mesi o ammenda da € 2.000 a € 4.000 (articolo 219, comma 1, lettera b)

Il primo step per seguire una buona prassi consiste nel censimento iniziale delle sorgenti e degli apparati presenti nei luoghi di lavoro. I campi elettromagnetici sono emessi dai magneti permanenti e da tutte le apparecchiature alimentate elettricamente, compresi i cavi che trasportano la corrente verso le utenze. Di seguito, alcuni esempi di sorgenti di campi elettromagnetici che devono essere sottoposte a misurazioni:

·         Magneti permanenti ed elettromagneti

·         Saldature elettriche

·         Forni fusori elettrici ad induzione

·         Lampade attivate a radiofrequenza

·         Trasporti azionati elettricamente (treni/tram)

·         Radar

·         Apparecchiature elettromedicali in genere

Il secondo step consiste nella distinzione tra le sorgenti, da classificarsi come “giustificabili”, ovvero che non necessitano di verifiche, e quelle “non giustificabili”, che al contrario necessitano della valutazione. La predetta identificazione è disciplinata dalla norma tecnica CEI EN 50499, ed infine  è opportuno stabilire ed attuare le principali misure di prevenzione e protezione, comuni alla maggior parte delle situazioni espositive, che riguardano principalmente cinque aspetti:

·         Progettazione del layout aziendale. È necessario che gli apparati emettitori di CEM siano installati in aree di lavoro adibite ad uso esclusivo degli stessi ed ad idonea distanza dalle altre aree di lavoro ove il personale stazioni per periodi prolungati. Inoltre, per prevenire effetti indiretti, è di fondamentale importanza evitare che in prossimità delle sorgenti di CEM vengano posizionati, oggetti metallici di qualsiasi tipo ed apparecchiature elettriche

·         Delimitazione delle aree. Le aree di lavoro con rischio di esposizione da CEM dovranno essere delimitate con apposita cartellonistica di sicurezza; l’accesso a tali aree sarà consentito solamente a personale autorizzato.

·         Formazione ed addestramento del personale esposto

·         Sorveglianza sanitaria del personale esposto

·         Interventi sulle sorgenti, acquisto di nuove macchine e/o attrezzature secondo quanto riportato dalla Direttiva Macchine che impone al costruttore qualsiasi emissione di radiazioni a quanto necessario al loro funzionamento e tale che i suoi effetti sulle persone esposte siano nulli o comunque non pericolosi.

INFORMAZIONI
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