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Con il D.P.R. 13 marzo 2013, n.59, pubblicato in G.U. n. 124 del 29 maggio 2013, è stata istituita l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per le imprese. Questo provvedimento subentrerà ai seguenti atti autorizzativi o abilitativi in materia ambientale:

  • scarichi idrici (D.Lgs. 152/2006, parte terza, sezione II, titolo IV, capo II);
  • emissioni in atmosfera (D.Lgs. 152/2006, art. 269), comprese quelle in via generale (D.Lgs. 152/2006, art. 272);
  • utilizzo di fanghi in agricoltura (D.Lgs. 99/1992);
  • recupero di rifiuti in via semplificata (D.Lgs. 152/2006, art. 216);
  • nulla-osta all’esercizio di attività che si prevede possano superare i limiti di emissione acustica (L. 447/1995, art. 8, comma 6).

Caratteristiche
Il decreto, che entrerà in vigore il 13 giugno, si applica alle micro, piccole e medie imprese, nonché agli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA). Per le attività in essere dovrà essere presentata domanda di rilascio dell’AUA alla scadenza del primo titolo abilitativo da essa sostituito. I procedimenti avviati prima di tale data si concludono invece come da disposizioni previgenti.
La durata è di 15 anni, e le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell’autorizzazione. Dovrà essere presentata istanza di rinnovo almeno sei mesi prima della scadenza, anche se l’autorità competente potrà comunque chiedere di anticipare tale termine. Per quanto riguarda le modifiche, quelle sostanziali sono soggette ad autorizzazione, mentre per quelle non sostanziali è necessario presentare una comunicazione all’autorità competente, con possibilità di realizzarle qualora questa non si esprima entro 60 gg.

Come procedere
L’AUA è rilasciata dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), cui deve essere presentata la domanda per via telematica. Il SUAP ne trasmette copia alle Autorità Competenti, che provvedono entro 90 o 120 gg in funzione dei termini di legge concessi per la conclusione del provvedimento, con eventuale conferenza di servizi. Il SUAP competente è rintracciabile tramite il sito www.impresainungiorno.gov.it/sportelli-suap

Emissioni in atmosfera
Il provvedimento introduce anche alcune novità in materia di regolamentazione delle emissioni in atmosfera: innanzitutto viene risolto il problema procedurale in cui potevano incorrere le imprese nel passaggio dall’autorizzazione alle emissioni in atmosfera ex D.P.R. 203/1988 a quella di cui all’art. 269 del D. Lgs. 152/2006. La norma, infatti, prevedeva che in caso di mancato rilascio della nuova autorizzazione entro 8 mesi, l’attività poteva proseguire solo a condizione di presentare l’istanza al Ministero dell’Ambiente. Ora il passaggio al Ministero è abrogato: in caso di superamento dei termini di legge, si deve adire al titolare del potere sostitutivo designato dall’autorità competente, che dovrà provvedere entro un tempo pari alla metà del termine originario.
Vengono infine definite le condizioni alle quali è possibile acquisire l’autorizzazione in via generale per le emissioni in atmosfera di numerose attività. Tali autorizzazioni possono essere acquisite qualora:

  • nello stabilimento siano presenti solo impianti e attività da esse previste, e
  • non siano disponibili equivalenti provvedimenti da parte della Regione competente.

L’elenco sottostante comprende le attività che non risultavano già coperte dai provvedimenti di autorizzazione in via generale della Regione Piemonte.
 

Elenco degli impianti e delle attività per i quali il D.P.R. 59/2013 definisce autorizzazioni in via generale per le emissioni in atmosfera non previste dalla Regione Piemonte

  • Tipografia, litografia, serigrafia, con utilizzo di prodotti per la stampa (inchiostri, vernici e similari) giornaliero massimo complessivo non superiore a 30 kg.
  • Produzione di prodotti in vetroresine con utilizzo giornaliero massimo complessivo di resina pronta all’uso non superiore a 200 kg.
  • Produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 500 kg (limitatamente alla gomma).
  • Panificazione, pasticceria e affini con consumo di farina non superiore a 1500 kg/g.
  • Torrefazione di caffè e altri prodotti tostati con produzione non superiore a 450kg/g.
  • Produzione di mastici, pitture, vernici, cere, inchiostri e affini con produzione complessiva non superiore a 500 kg/h.
  • Produzione di sapone e detergenti sintetici prodotti per l’igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime non superiori a 200 kg/g.
  • Produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni in muffola discontinua con utilizzo nel ciclo produttivo di smalti, colori e affini non superiore a 50 kg/g.
  • Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di frutta, ortaggi, funghi con produzione non superiore a 1000 kg/g.
  • Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di carne con produzione non superiore a 1000 kg/g.
  • Molitura cereali con produzione non superiore a 1500 kg/g.
  • Lavorazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di pesce ed altri prodotti alimentari marini con produzione non superiore a 1000 kg/g.
  • Prodotti in calcestruzzo e gesso in quantità non superiore a 1500 kg/g.
  • Pressofusione con utilizzo di metalli e leghe in quantità non superiore a 100 kg/g.
  • Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo di materie prime non superiori a 1000 kg/g.
  • Lavorazioni conciarie con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo non superiore a 50 kg.
  • Fonderie di metalli con produzione di oggetti metallici giornaliero massimo non superiore a 100 kg.
  • Produzione di ceramiche artistiche esclusa la decoratura con utilizzo di materia prima giornaliero massimo non superiore a 3000 kg.
  • Produzione di carta, cartone e similari con utilizzo di materie prime giornaliero massimo non superiore a 4000 kg.
  • Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera non superiore a 1000 kg.

Data l'importanza dell'argomento, EcoSafe organizza un corso per analizzare e approfondire questo provvedimento, destinato a rivoluzionare il sistema autorizzativo ambientale italiano. Sono aperte le iscrizioni, i posti sono limitati.


 

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