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Secondo le statistiche europee, il 62% dei lavoratori nell’EU27 sono esposti per un quarto del tempo di lavoro o più a movimenti ripetitivi del braccio e della mano, per il 46% a posizioni dolorose e affaticanti, e per il 35% al sostegno o al trasporto di carichi pesanti.

Come mostrato dal grafico, le malattie osteoarticolari aumentano di anno in anno in maniera notevole. Questo vuol dire che il problema dovuto alla movimentazione manuale dei carichi e al traino o spinta, non sono da sottovalutare.
I costi, di conseguenza, aumentano con l’aumentare degli infortuni. Questo porta a individuare tre tipologie di costi:

COSTI PER L’AZIENDA

  • Bassa efficienza e scarsa qualità del lavoro.
  • Maggiore assenteismo.
  • Costi di congedo per malattia.
  • Problemi organizzativi.
  • Costo per l’infortunio.
  • Perdita di tempo e di profitti.
  • Costo per l’addestramento di nuovo personale.

COSTI PER IL LAVORATORE

  • Peggioramento dello stato di salute.
  • Rendimento più basso e scarsa qualità.
  • Possibilità di perdere il lavoro.
  • Sofferenza/continui dolori/inabilità.

COSTI SOCIALI

  • Costi di sanità supplementari.
  • Costi d’indennità per gli infortuni sul lavoro.
  • Costi di pensione e malattie professionali.
  • Perdita di lavoratori capaci e qualificati.
  • Rieducazione professionale.

Per queste ragioni, è molto importante non sottovalutare nessun tipo di sollevamento, trasporto o traino e spinta all’interno della propria attività. Si pensi, infatti, che effettuando un sollevamento di un carico da 10 Kg in modo scorretto, la nostra colonna vertebrale potrebbe già subire dei danni, poiché verrebbe esercitata sulla colonna vertebrale una pressione pari a 340 Kg. Un carico lombare intenso (>250-650 Kg) potrebbe causare danni alle cartilagini vertebrali, e se si esercitasse una pressione tra i 450-850 Kg si rischierebbe la rottura del nucleo discale.

CONCLUSIONI

Se si considera che le lesioni muscolo-scheletriche a carico del rachide lombare, connesse o meno con la movimentazione manuale dei carichi, rappresentano una patologia abbastanza diffusa che crea numerosi casi di non idoneità o di idoneità parziale al lavoro, ci si rende conto delle dimensioni di un problema gestibile solo attraverso un piano adeguato di interventi preventivi.
La valutazione del rischio connesso all’attività di movimentazione manuale di carichi va ad evidenziare se, tra i compiti lavorativi previsti, sono compresi quelli di movimentazione manuale di carichi, nonché le caratteristiche tipologiche, di durata e di frequenza degli stessi.
Con questo breve contributo, speriamo di informare e sensibilizzare quanto più possibile su un problema troppo spesso sottovalutato, non solo da dirigenti e responsabili ma anche dagli stessi lavoratori, nonostante giorno per giorno rischino di esserne coinvolti.

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