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Lo standard OHSAS 18001:2007 (Occupational Health and Safety Assessment Series) permette di implementare nell’azienda un SGSL (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro) che definisce le modalità per individuare, all’interno dell’azienda, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti.
Tale standard specifica perciò i requisiti per un Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza del Lavoro, per consentire ad una Organizzazione di controllare i suoi rischi di SSL e migliorare le sue performance.

Lo scopo della OHSAS 18001:2007 è quello di fornire alle aziende, e in modo particolare ai Datori di lavoro e ai RSPP:

  • un utile strumento di lavoro per ottenere un effettivo miglioramento della prevenzione;
  • una riduzione degli incidenti e del tasso infortunistico (ciò significa ridurre effettivamente la quota di pagamento del contributo INAIL: con un SGS si può risparmiare anche più del 25%);
  • un miglioramento della cultura della sicurezza e dell’igiene del lavoro;
  • una positiva ricaduta sull’immagine nei confronti degli organi di controllo e di vigilanza (ASL, ISPESL, VV.FF., etc), del sistema assicurativo pubblico (INAIL) e dei clienti, che in certi casi sono essi stessi a richiedere all’azienda fornitrice di certificarsi.

Un vantaggio dell’attuazione e osservazione dei sistemi SGSL è che l’impresa può essere esentata dalla responsabilità (art. p 6 del D.Lgs. 231/01) se fornisce la prova di aver efficacemente adottato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. L’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 sottolinea infatti che deve essere adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Un SGSL opera sulla base della sequenza ciclica delle fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e riesame del sistema, per mezzo di un ciclo dinamico (Ciclo di Deming) di macro processi che hanno lo scopo di attuare la Politica safety e raggiungere gli obiettivi di miglioramento decisi dall’Alta Direzione.
In particolare, l’andamento del sistema deve essere monitorato in termini di efficacia ed efficienza dello stesso. Le prestazioni in materia di sicurezza devono poi essere misurabili, a fronte di criteri specificati; il SGSL prevede infatti un controllo continuo e adeguato su tutte le attività e privilegia le azioni di prevenzione.

Inoltre, gli obiettivi di sicurezza prefissati sono verificati, nel tempo, attraverso un sistema di parametri e indicatori legati alle prestazioni di sicurezza sia di infrastrutture impianti e sostanze trattate, sia del personale e delle procedure. In particolare, l’impostazione del piano di monitoraggio si sviluppa attraverso:

  • la pianificazione temporale delle verifiche (frequenza);
  • l'attribuzione di compiti e di responsabilità dell'esecuzione dei monitoraggi;
  • la descrizione delle metodologie da seguire;
  • le modalità di segnalazione delle eventuali situazioni di NC (non conformità).

Un Sistema di gestione della Salute e Sicurezza Sul Lavoro (SGSL) definisce quindi, all'interno della struttura organizzativa aziendale, le modalità per individuare:

  1. responsabilità;
  2. risorse;
  3. processi;
  4. procedure.

Il tutto nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti, onde renderle efficienti e integrate nell’organizzazione aziendale con ottica del miglioramento continuo.

Al Datore di lavoro vengono infatti attribuiti compiti di regia e di programmazione della sicurezza in azienda, attraverso la predisposizione di una rete organizzativa e gestionale la cui responsabilità deve fare capo direttamente al vertice aziendale. È prevista una “rete aziendale” di soggetti, nominati dal Datore di lavoro, che abbiano non solo compiti di attuazione (di linea) delle misure di prevenzione, ma anche compiti consultivi (di staff), con l'incarico di fornirgli quelle nozioni tecniche che gli consentano di affrontare correttamente gli adempimenti relativi alla sicurezza. E una struttura organizzativa basata sull’integrazione delle funzioni aziendali per lo sviluppo di sinergie strategiche ed operative, e costituisce la base di qualsiasi sistema di gestione di qualità.

Implementare un sistema di gestione significa definire un organigramma della sicurezza che sia rispondente alle esigenze e all’organizzazione delle singole strutture.
Appare opportuno, soprattutto per le strutture tecniche, individuare in via sistematica e con metodo le figure dei preposti, elemento di controllo attivo della qualità dell’organizzazione della sicurezza. Ma per delegare funzioni è necessario che sia attivato un sistema gestionale che consenta ai vari soggetti coinvolti di programmare, svolgere e controllare le varie funzioni,  tenere sotto controllo i risultati aziendali in materia di sicurezza e salute del lavoro e garantire la conformità alla legge.

Ricordiamo le caratteristiche del Modello di organizzazione e di gestione - secondo quanto indicato nell’Art. 30 del D.Lgs. 81/2008, come modificato dal D.Lgs. 106/2009:

  • deve prevedere idonei sistemi di registrazione;
  • deve prevedere un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello;
  • deve prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate;
  • in sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti.

Veniamo ora alle fasi del SGS. Questa può essere una sequenza operativa idonea:

  1. valutare la situazione di partenza;
  2. definire la politica e gli obiettivi di SSL;
  3. definire compiti e responsabilità;
  4. elaborare e gestire programmi per il raggiungimento degli obiettivi;
  5. sensibilizzare la struttura aziendale;
  6. attuare monitoraggio e verifica del sistema;
  7. attuare le eventuali azioni correttive;
  8. riesaminare il sistema e migliorare.

Per la valutazione della situazione di partenza, queste potrebbero essere le informazioni preliminari per la Valutazione dei Rischi e l’implementazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza:

  • descrizione delle attività svolte e delle metodiche utilizzate dalle UU.OO.;
  • identificazione degli agenti chimici e biologici utilizzati dalle UU.OO.;
  • elenco degli esposti a rischi specifici;
  • elenco delle attrezzature e degli strumenti, per Unità Operativa;
  • planimetria delle UU.OO., con destinazione d’uso delle diverse stanze.

E riguardo alla politica e agli obiettivi di SSL, il Datore di lavoro definisce una politica che includa:

  • una dichiarazione di principio sulla volontà di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori;
  • la definizione degli obiettivi appropriati all’organizzazione;
  • la garanzia di disponibilità dei mezzi necessari;
  • la predisposizione di un controllo sull'efficacia del sistema e sul ricorso a misure migliorative.

Inoltre, le competenze e le responsabilità di Dirigenti, Preposti e Lavoratori devono essere definite chiaramente e rese note all'interno dell'azienda. Devono essere identificati e nominati RSPP, MC, RLS. Devono poi essere predisposti programmi per la realizzazione della politica della sicurezza e il raggiungimento degli obiettivi prefissati, stabilendo tempi, risorse e indicatori. Il tutto deve essere documentato in modo formale.

Riguardo alla sensibilizzazione, l’impegno ed il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, ed in particolare dei livelli principali dell’organizzazione, sono determinanti per raggiungere gli obiettivi pianificati.
Per il monitoraggio, figure incaricate provvederanno, con una periodicità definita, a predisporre raccolta dati e analisi degli indicatori per la verifica della struttura, dell'efficacia e dei risultati del Sistema di Gestione della Sicurezza.

E infine gli argomenti tipici del riesame di un sistema di gestione sono:

  • statistiche infortuni;
  • rapporti sulla identificazione dei pericoli e sulla valutazione e controllo dei rischi;
  • rapporti sulle emergenze (reali o simulate);
  • risultati dei monitoraggi interni;
  • azioni correttive intraprese.

Si ricorda poi l’obbligo dell’aggiornamento, che, in accordo con l’art. 2087 codice civile, ripresenta il principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, richiamato in diverse sentenze e nella definizione di ‘prevenzione’, art. 2, c.1 (D.Lgs. 81/2008, ndr), quale complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

Ci soffermiamo infine sulle problematiche principali che le aziende incontrano durante il loro percorso di implementazione di un sistema di gestione.

La nostra esperienza ci segnala che il problema di maggiore consistenza riguarda la gestione dei flussi documentali, ovvero quella funzione che racchiude tutte le risorse volte alla movimentazione e all’archiviazione dei documenti. In molti casi, infatti, a causa di una gestione non ottimale di questa funzione diventa difficile far combaciare il cartaceo in possesso dell’azienda con quella che poi è effettivamente la realtà. Di conseguenza, diventa difficoltoso dare delle rispondenze oggettive alla risoluzione delle problematiche (in molti casi, ad esempio, si sa che una determinata attività è stata fatta, ma non vi è una corrispondente comunicazione o dichiarazione “nero su bianco” che lo ufficializza).
Infine, nell’implementazione di un SGS è necessario, come già riportato in precedenza, un vero e proprio cambio di mentalità: l’alto management è il primo che ci deve credere fino in fondo, diffondendo la propria volontà all’interno dell’azienda, e allora tutto sarà più semplice. Se invece l’obiettivo è solo quello di avere una targhetta in più da appendere in corridoio, allora è meglio ripensare la propria strategia.

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