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Dopo Lombardia e Veneto, anche la Regione Piemonte detta i chiarimenti applicativi sulla Autorizzazione unica ambientale (AUA) ex Dpr 59/2013, approvando anche la relativa modulistica.

Con la circolare del Presidente della Giunta regionale 28 gennaio 2014, n. 1/AMB la Regione, riepilogando le indicazioni interpretative del Ministero dell’ambiente (circolare 7 novembre 2013, n. 0049801), dettaglia (fornendo utili schemi grafici) la procedura per chiedere l’AUA, che come è noto è l’autorizzazione unica che consente di includere in un unico atto ben 7 diverse autorizzazioni ambientali. La Regione ricorda come l’autorizzazione sia obbligatoria anche nel caso di rinnovi di sola comunicazione, riferiti ad attività di impresa soggette anche ad altri titoli autorizzativi.

Quanto alla possibilità, per le Regioni, di includere altri atti autorizzativi ambientali tra quelli racchiusi e sostituiti dal procedimento unico di AUA oltre ai 7 già previsti dal Dpr 59/2013, ebbene la circolare precisa che la Giunta regionale si è mossa a livello legislativo per attuare questa possibilità prevista dalla norma nazionale. Infine, la circolare approva la modulistica per presentare l’AUA in Piemonte; cliccando qui potrete trovare tutta la documentazione ufficiale.

Ricordiamo, come riportato dalla circolare, che “(…) il decreto si applica sia alle piccole e medie imprese, sia - in via residuale - a tutti gli impianti non ricompresi nel campo di applicazione dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al Titolo III bis della Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recante norme in materia ambientale e, pertanto, anche ai gestori che siano grandi imprese non soggette ad autorizzazione integrata ambientale.

Sotto il profilo invece dell’ambito oggettivo di applicazione, ovvero con riferimento agli atti o provvedimenti che l’autorizzazione unica ambientale sostituisce, il comma 1 dell’articolo 3 del d.p.r. 59/2013 fa riferimento ai seguenti titoli:

a) autorizzazione agli scarichi di acque reflue di cui al capo II del Titolo IV della Sezione II della Parte terza del d.lgs. 152/2006;
b) comunicazione preventiva per l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende di cui all’articolo 112 del d.lgs. 152/2006;
c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del d.lgs. 152/2006;
d) autorizzazione di carattere generale alle emissioni in atmosfera di cui all’articolo 272 del d.lgs. 152/2006;
e) comunicazione o nulla osta di impatto acustico di cui all’articolo 8 della l. 447/1995;
f) autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’articolo 9 del d.lgs. 99/1992;
g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del d.lgs. 152/2006.

(…)

L’articolo 3, comma 6, del d.lgs. 59/2013 prevede un’attività istruttoria più completa ed integrata ed una scadenza unica del titolo autorizzativo rilasciato al termine del procedimento: quindici anni a decorrere dalla data del rilascio.
Una durata così estesa dell’autorizzazione unica ambientale, che unifica tutti i titoli abilitativi da essa sostituiti, esige che l’autorità competente sia messa nelle condizioni di considerare la situazione dell’impianto nella sua globalità, con riferimento a tutti gli aspetti oggetto delle autorizzazioni sostituite.
A tal fine, il gestore non sarà costretto a presentare tutta la documentazione normalmente richiesta per i diversi titoli abilitativi sostituiti dall’autorizzazione unica ambientale, poiché l’applicazione in via analogica della disposizione prevista per il rinnovo dell’autorizzazione unica ambientale all’articolo 5, comma 2, consentirà al medesimo di far riferimento alla documentazione già in possesso dell’autorità competente, nel caso in cui le condizioni d’esercizio o le informazioni in essa contenute siano rimaste immutate”.)

Riassumiamo, infine, gli ultimi chiarimenti forniti dal Ministero:

  1. Ambito di applicazione – Si conferma che sono soggetti ad AUA anche gli stabilimenti appartenenti a grandi imprese qualora non siano soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA).
  2. Natura obbligatoria o facoltativa dell’AUA – Alla scadenza di un’autorizzazione ambientale assorbita dall’AUA è obbligatorio richiedere l’AUA, salvo che la scadenza interessi un’autorizzazione in via generale per le emissioni in atmosfera (vedi punto 4).
  3. Scadenza di una comunicazione – Se un impianto è soggetto sia a comunicazione che ad autorizzazioni, alla scadenza della comunicazione deve essere chiesta l’AUA.
  4. Scadenza di un’autorizzazione in via generale - Se un impianto è soggetto sia ad autorizzazione in via generale per le emissioni in atmosfera che ad altre autorizzazioni, alla scadenza dell’autorizzazione in via generale è facoltà del gestore, e non obbligo, la richiesta dell’AUA.
  5. Impianto soggetto solo a comunicazioni o autorizzazioni in via generale – In questo caso il gestore può chiedere l’AUA, ma senza esserne obbligato.
  6. Termine entro il quale presentare la prima domanda di AUA - Il chiarimento riguarda il termine entro il quale il gestore deve richiedere l’AUA allorché un’autorizzazione ambientale si avvia a scadere. Il Ministero suggerisce al riguardo di presentare l’istanza di AUA entro i termini definiti dalla norma di settore relativa all’autorizzazione in scadenza. Così, se questa è relativa, ad esempio, agli scarichi idrici, l’AUA dovrà essere richiesta almeno un anno prima della scadenza, al fine di poter continuare ad operare anche se l’AUA non dovesse essere rilasciata entro tale data.

Rinnovo autorizzazione per emissioni in atmosfera
I gestori di stabilimenti con autorizzazioni alle emissioni in atmosfera devono presentare domanda di rinnovo delle autorizzazioni stesse entro il 31 dicembre 2013 qualora siano presenti nello stabilimento impianti autorizzati in via esplicita ai sensi del D.P.R. 203/1988, con primo provvedimento rilasciato anteriormente al 1° gennaio 2000 (D.Lgs. 152/2006, art. 281, comma 1).

Tale scadenza non si applica agli stabilimenti le cui emissioni sono autorizzate in via generale oppure hanno avuto come prima autorizzazione un’autorizzazione in via tacita a seguito di istanza presentata ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. 203/1988. In quest’ultimo caso, infatti, domanda di rinnovo andava presentata entro il 31 dicembre 2011.
 A seguito dell’introduzione dell’AUA, la domanda di rinnovo di cui sopra deve essere sempre presentata sotto forma di domanda di AUA, che comprenderà pertanto anche il rinnovo delle altre eventuali autorizzazioni ambientali dello stabilimento assorbite dall’AUA.
La mancata presentazione della domanda entro il termine suddetto comporta la decadenza delle autorizzazioni alle emissioni in essere a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Vi consigliamo di contattarci qualora, nella vostra azienda, vi troviate a dover gestire emissioni in atmosfera, rifiuti, acque reflue, così da effettuare la pratica di autorizzazione ambientale secondo le nuove specifiche.

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