Sulla G.U.  del 10 marzo 2014, n. 57 è stato pubblicato il D.Lgs. 19 febbraio 2014, n. 19, recante “Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario”, che inserisce il Titolo X bis “PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE OSPEDALIERO E SANITARIO” nel D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

L’ambito di applicazione della Direttiva 2010/32 UE in materia di prevenzione delle ferite da taglio o punta in ambiente sanitario è quello individuato dall’art. 286 bis del D.lgs 19/2014, per il quale le disposizioni riversate nel nuovo Titolo X bis “(…) si applicano a tutti i lavoratori che operano, nei luoghi di lavoro interessati da attività sanitarie, alle dipendenze di un datore di lavoro, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, ivi compresi i tirocinanti, gliapprendisti, ilavoratori a tempo determinato, i lavoratori somministrati, glistudenti che seguono corsi di formazione sanitaria e i sub-fornitori.

L’ambito è quindi quello delle “(…) strutture o i servizi sanitari del settore pubblico e privato in cui si svolgono attività e servizi sanitari sottoposti alla responsabilità organizzativa e decisionale del datore di lavoro”.
Le esposizioni al rischio biologico negli operatori sanitari sono molto frequenti: secondo alcuni sondaggi, rappresenterebbero circa il 40% di tutti gli infortuni segnalati. In Italia avvengono ogni anno, in ambito sanitario ed ospedaliero, oltre 130.000 infortuni che comportano un’esposizione al sangue o ad altre sostanze biologiche potenzialmente infette. La situazione italiana è ben rappresentata dal recente Studio Italiano sul Rischio Occupazionale da Hiv (Siroh, dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma), secondo il quale:

  • il 75% delle esposizioni a rischio biologico sono di tipo percutaneo, causate, cioè, da punture accidentali provocate da aghi, o da altri dispositivi taglienti, contaminati con sangue;
  • gli operatori sanitari vittime di un’esposizione accidentale di tipo percutaneo sono per oltre i due terzi infermieri e conseguentemente in gran parte donne;
  • l’esecuzione dei prelievi di sangue, dei posizionamenti di cateteri periferici intra-venosi, delle somministrazioni di farmaci per via endovenosa, parenterale e sottocutanea rappresentano le procedure per le quali è stata osservata la più elevata incidenza di infortuni;
  • gli aghi a farfalla e i cateteri vascolari sono i dispositivi più frequentemente implicati come causa di infortunio.

Gli operatori nel settore sanitario si confrontano quindi con un’ampia gamma di attività e ambienti, che possono costituire una minaccia per la loro salute e presentare rischi in termini di malattie o infortuni sul lavoro. I maggiori rischi presenti nelle strutture ospedaliere e sanitarie possono così essere riassunti:

  • rischi biologici, quali infezioni causate da punture di aghi;
  • rischi chimici, come quelli derivanti dai medicinali utilizzati per il trattamento dei tumori e dai disinfettanti;
  • rischi fisici, quali la radiazione ionizzante;
  • rischi ergonomici, ad esempio nell’ambito della gestione dei pazienti;
  • rischi psicosociali, inclusi la violenza e il lavoro a turni.

Il nuovo decreto, perciò, è finalizzato a:

  • garantire la massima sicurezza possibile dell’ambiente di lavoro;
  • evitare ai lavoratori sanitari ferite provocate da ogni tipo di dispositivo medico tagliente (punture di aghi incluse);
  • proteggere i lavoratori a rischio;
  • definire un approccio integrato che includa la valutazione e la prevenzione dei rischi, la formazione, l’informazione, la sensibilizzazione e il monitoraggio;
  • porre in atto procedure di risposta e di follow-up.

Quali sono, quindi, le misure specifiche di prevenzione, in linea con il DLgs 19/2014, che occorre adottare per evitare le ferite da taglio e punture in sanità? Sono quelle raccolte nell’art. 286-sexies del D.lgs. che, in sintesi, consistono in:

  • definizione e attuazione di procedure di utilizzo e di eliminazione in sicurezza di dispositivi medici taglienti e di rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio, garantendo l’installazione di contenitori debitamente segnalati e tecnicamente sicuri per la manipolazione e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e di materiale da iniezione usa e getta, posti quanto più vicino possibile alle zone in cui sono utilizzati o depositati oggetti taglienti o acuminati…; 
  • adozione didispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza
  • divieto della pratica del reincappucciamento manuale degli aghi in assenza di dispositivi di protezione e sicurezza per le punture.

La sorveglianza sanitaria sui dipendenti deve essere praticata con riguardo allo specifico rischio. La info/formazione/aggiornamento dei lavoratori a rischio deve riguardare:

  1. l’uso corretto di dispositivi medici taglienti dotati di meccanismi di protezione e sicurezza;
  2. le procedure da attuare per la notifica, la risposta ed il monitoraggio post esposizione;
  3. la profilassi da attuare in caso di ferite o punture, sulla base della valutazione della capacità di infettare della fonte di rischio, le corrette procedure di uso e smaltimento dei dispositivi medici utilizzati in caso di infortunio…, i vantaggi e gli inconvenienti della vaccinazione o della mancata vaccinazione contro le infezioni.

Si deve dar corso anche all’informazione e formazione in ordine alla previsione delle procedure che devono essere adottate in caso di ferimento del lavoratore per:

  • prestare cure immediate al ferito, eseguire la profilassi post-esposizione e gli esami medici necessari;
  • assicurare la corretta notifica e il successivo monitoraggio per l’individuazione di adeguate misure di prevenzione, da attuare attraverso la registrazione e l’analisi delle cause, delle modalità e circostanze che hanno comportato il verificarsi di infortuni derivanti da punture o ferite e i successivi esiti, garantendo la riservatezza per il lavoratore.

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