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Questo mese ci soffermeremo sulle indicazioni contenute nel manual INAIL dal titolo “Gestione del sistema sicurezza e cultura della prevenzione nella scuola” in merito alle funzioni e al ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP).

Se i compiti del SPP sono stabiliti in via prioritaria dall’art. 33 del D.Lgs. 81/2008, il Dirigente Scolastico ha facoltà di “(…) meglio puntualizzare tali compiti anno per anno, tenendo conto delle specificità dell’istituzione scolastica che dirige, di particolari problematiche, anche contingenti, e della Politica della sicurezza che intende perseguire”.
Dopo aver accennato all’art. 11 del Testo Unico relativamente all’introduzione nella scuola di percorsi formativi interdisciplinari, ci si sofferma sull’obbligo in capo al Dirigente Scolastico di nominare il Responsabile SPP (RSPP) dell’istituzione scolastica.

L’incarico, come indica il comma 8 dell’articolo 32, “(…) va affidato prioritariamente a personale interno all’istituto, ovvero, in subordine, interno ad un’altra istituzione scolastica, e, in entrambi i casi, che si dichiari disponibile in tal senso. Solo in via sussidiaria (comma 9), cioè nell’impossibilità di ottemperare alla norma secondo una delle due precedenti modalità, il dirigente scolastico può ricorrere a personale esterno all’Amministrazione scolastica, avvalendosi, assieme ad un gruppo di altri istituti, dell’opera di un unico esperto, individuato all’interno degli Enti proprietari degli edifici scolastici o, in via subordinata, all’interno di Enti locali o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro (INAIL, Università, ecc.) oppure di un libero professionista. Alla stipula della convenzione potranno provvedere anche le autorità scolastiche territoriali”.

Sul manuale, inoltre, è sintetizzata la gerarchia delle opzioni per l’individuazione del RSPP, e si riportano indicazioni relative alle procedure che il Dirigente Scolastico deve seguire al fine di acquisire le disponibilità dei potenziali RSPP e di rendere trasparente l’intero procedimento.

Il documento segnala che qualora l’RSPP sia un esperto esterno (dell’Ente locale, di enti specializzati in materia di salute e sicurezza o libero professionista), “(…) l’art. 32 (comma 10) sottolinea l’obbligo in capo al dirigente scolastico di organizzare internamente alla propria scuola un vero e proprio Servizio, composto da un adeguato numero di Addetti (ASPP), lasciandogli tuttavia la massima libertà rispetto all’entità di tale numero e ai criteri di individuazione delle persone”.

Secondo il documento, dunque, la “ratio” delle disposizioni contenute nell’art. 32 è evidente : “(…) è necessario considerare che, in materia di sicurezza, la scuola si trova in una posizione delicata, proprio in relazione al tipo d’utenza che la frequenta. Rispetto a situazioni lavorative in cui vi siano esclusivamente persone adulte, gestire la prevenzione e la sicurezza in un luogo con predominanza di minori richiede particolari sensibilità, in grado di percepire con maggior cognizione di causa l’eventuale pericolosità delle situazioni e dei comportamenti”.
In ogni caso “(…) appare utile e funzionale organizzare un Servizio composto da più persone. Il numero di Addetti SPP va individuato in relazione alle dimensioni e alla complessità dell’istituto”.

Due situazioni emblematiche riportate sono “(…) gli istituti secondari di secondo grado ad indirizzo tecnico o professionale particolarmente complessi ed articolati nell’offerta di indirizzi e le grosse istituzioni scolastiche suddivise in parecchi plessi, soprattutto se distanti tra loro”.
In coerenza con la normativa e con quanto affermato, nel primo caso il Dirigente Scolastico costituisce “(…) il Servizio sulla base di un principio di diversificazione e complementarietà delle competenze necessarie” e nel secondo caso assicura “(…) la presenza di una persona formata in ogni plesso del proprio istituto”.

Si fa poi riferimento all’esperienza diffusa e alle buone pratiche messe in atto in moltissime scuole, anche del primo ciclo. Esperienze che “sono assolutamente in sintonia con il dettato normativo sull’organizzazione del SPP scolastico. In sostanza, la nomina di un RSPP interno, diverso dal dirigente scolastico, deve essere intesa come la soluzione comunque preferibile.
In questo caso il dirigente avrà cura di verificare quali opportunità vi siano nell’istituto per inquadrare funzionalmente il Responsabile interno con modalità che gli garantiscano risorse dedicate in termini di tempo a disposizione e/o di compenso, da definire valutando la possibilità di procedere in accordo con gli organismi dell’istituto e le rappresentanze dei lavoratori, in relazione alle dimensioni e alla complessità dell’istituzione scolastica”.

Dopo aver dato informazioni sulla distinzione concettuale tra nomina e incarico di ASPP e RSPP e sui vari requisiti informativi, il manuale si sofferma sulle responsabilità del RSPP.

Si precisa che il Responsabile del SPP “(…) non è assoggettato a responsabilità penale in relazione all’assolvimento dei suoi compiti di consulente del datore di lavoro”, anche se diverso “(…) è il caso in cui nell’esercizio della sua attività il RSPP cagioni un infortunio o una malattia professionale”.

Tuttavia il problema della sua eventuale responsabilità “(…) in caso di infortunio sul lavoro sarà valutato dalla magistratura sulla base di un’attenta analisi del processo che ha portato al verificarsi dell’infortunio. In generale, dove il Responsabile avesse, per colpa professionale, mancato di individuare un pericolo, e di conseguenza le necessarie misure preventive, non fornendo al dirigente scolastico l’informazione necessaria per attuare le stesse, potrebbe essere chiamato a rispondere, ovviamente in concorso con il dirigente stesso, dell’evento”.

E ove, invece, il Responsabile “(…) avesse correttamente individuato il problema e indicate le soluzioni, ma il Dirigente Scolastico, o altra figura interna preposta all’applicazione delle direttive sulla sicurezza, non avesse dato seguito alle sue indicazioni, dovrebbe essere sollevato da qualsiasi responsabilità nel merito dell’evento. Sarà naturalmente l’autorità giudiziaria a pronunciarsi sui singoli casi”.

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