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Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono state pubblicate le risposte a nove interpelli riguardanti la sicurezza sul lavoro. I temi affrontanti dai quesiti sono:

  1. applicabilità della sanzione per mancata vidimazione del registro infortuni;
  2. obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi per i volontari;
  3. individuazione dell’impresa affidataria nel caso di costituzione, a valle dell’aggiudicazione di un appalto, di società consortile per l’esecuzione dei lavori;
  4. applicazione dell’art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008 per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
  5. corretta interpretazione dell’art. 25, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008;
  6. applicazione dell’allegato IV, punti 1.11 e 1.12, del D.Lgs. n. 81/2008 per la categoria autoferrotranvieri;
  7. documenti che l’impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente;
  8. applicazione dell’art. 90, comma 11, D.Lgs. n. 81/2008;
  9. quesiti sugli obblighi degli allievi degli istituti di istruzione ed universitari, sui criteri di identificazione del datore di lavoro nelle scuole cattoliche, sull’identificazione degli enti bilaterali e organismi paritetici, sull’obbligo di informazione e formazione nel caso di docente non dipendente chiamato d’urgenza.

Tra tutti i quesiti a cui sono state fornite in risposta indicazioni dalla Commissione Interpelli, approfondiamo qui quelle che ci sembrano più significative.

Applicabilità della sanzione per mancata vidimazione del registro infortuni.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro ha interpellato la Commissione in merito all’applicabilità della sanzione per mancata vidimazione del registro infortuni a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. 81/08. A tal proposito, è stato indicato che in attesa del SINP, è ancora obbligatorio il registro degli infortuni.
Il Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) è stato voluto dall’art. 8, c. 4 del TU 81/08, e ha lo scopo di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare, valutare l’efficacia dell’attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.Fino al suo effettivo funzionamento, si dovrà continuare a far uso del registro infortuni e dei registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici. Lo prevede l’art. 53, c. 6 del TU 81/08 che ne impone l’obbligo “(…) fino ai sei mesi successivi all’adozione del decreto interministeriale” indicato dall’art. 8.

Obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi per i volontari.
La Federazione Italiana Cronometristi ha avanzato istanza di interpello in merito all’obbligatorietà della redazione del DVR da parte delle associazioni periferiche a loro affiliate, non aventi personale dipendente ma che si avvalgono dell’ausilio di volontari a cui può essere disposto un rimborso spese annuo inferiore a 7.500 euro.
La Commissione ritiene che il regime applicabile, per i soggetti che prestano la propria attività volontariamente e a titolo gratuito (o con mero rimborso spese) per le associazioni sportive dilettantistiche, sia quello previsto per i lavoratori autonomi di cui all’art. 2222 del codice civile.
Inoltre, viene evidenziato che l’art. 3 comma 12-bis del decreto in parola prevede anche che qualora i soggetti di cui sopra svolgano la loro “(…) prestazione nell’ambito di un’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti e sulle misure di prevenzione e emergenza da adottare”. Restano fermi i principi generali che impongono al responsabile dell’impianto o dell’associazione sportiva dilettantistica che di esso abbia la disponibilità di predisporre adeguate misure di tutela nei confronti di chi venga chiamato ad operare nell’ambito dell’attività di riferimento dell’associazione e che, pertanto, ne sanciscono la responsabilità secondo i principi comuni civili e penali nel caso di danni causati a terzi da cose in disponibilità.

Documenti che l’impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha avanzato istanza di interpello per un parere in merito ai documenti che l’impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente.
La Commissione ritiene che, per il rispetto degli adempimenti previsti, l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato e dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, sono elementi sufficienti a soddisfare la valutazione dell’idoneità tecnico professionale.
Viene inoltre sottolineato che il Datore di lavoro committente non può chiedere copia del DUVRI, dal momento che la redazione del documento è un obbligo, nei casi previsti, del Datore di lavoro committente; questi può chiedere, viceversa, i documenti e le informazioni necessarie ai fini dell’elaborazione del DUVRI.

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