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L’agenzia americana National Trasportation Safety Board indica che negli Stati Uniti circa il 58% degli incidenti che coinvolgono un solo grosso camion sono “fatigue related” (ovvero correlati ad affaticamento e stanchezza), e segnala che il 17% dei camionisti sopravvissuti in questi incidenti ammette di essersi addormentato al volante. Altri dati a proposito del rapporto tra autotrasporto e sonnolenza dicono che:

  • dal 47% al 60% dei camionisti riferisce sonnolenza alla guida e con notevole frequenza (20% dei viaggi)
  • il 50 % dei camionisti riduce il tempo di sonno nelle 24 ore precedenti al viaggio rispetto al solito: 12.5 % presenta una deprivazione di sonno >180 minuti; 2.7% deprivazione di sonno >300 minuti

A riportare questi dati sul rischio sonnolenza nel lavoro degli autotrasportatori, è l’intervento “Sonnolenza e incidenti stradali”, a cura di Fabio Cirignotta (UO Neurologia Policlinico S.Orsola-Malpighi, Università di Bologna), in cui sottolinea come la sonnolenza alla guida sia un fattore di rischio spesso sottovalutato.

Infatti il guidatore sonnolento “(…) rischia l’incidente non solo quando si assopisce al volante, ma anche per facile disattenzione, per ridotta capacità di reazione in condizioni di guida difficile o per una errata valutazione del rischio”; tutte situazioni che possono essere conseguenza della sonnolenza prima ancora che questa diventi manifesta con il colpo di sonno.

L’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente attraverso le slide scaricabili dal link a fondo pagina, riporta anche altre rilevazioni che mostrano come solo il 54% dei guidatori si fermi in caso di sonnolenza, mentre il restante 46% continua a guidare cercando di rimanere sveglio attraverso vari sistemi (cantare, parlare, ascoltare radio, aprire il finestrino...).

Vengono riportati anche alcuni dati sugli incidenti da sonnolenza in Emilia-Romagna e Lombardia: su 22.486 incidenti valutati, nel 10.8% dei casi si ha a che fare con incidenti dovuti alla sonnolenza, o perché attribuiti direttamente dall’agente di polizia o attribuiti alla sonnolenza con criteri indiretti (riportati nell’intervento).

I soggetti maggiormente a rischio di sonnolenza durante la guida sono:

  • chi guida nelle ore di massima propensione al sonno, notturne e diurne
  • gli uomini con meno di 30 anni
  • chi viaggia in autostrada
  • chi è deprivato di sonno
  • chi assume farmaci
  • i pazienti con disturbi del sonno

Cosa si può fare per evitare il rischio della sonnolenza alla guida?

Innanzitutto chi deve guidare su percorsi lunghi dovrebbe seguire alcune regole fondamentali di igiene del sonno:

  1. dormire adeguatamente prima di intraprendere un viaggio (almeno 6 ore)
  2. evitare di viaggiare di notte, in particolare fra mezzanotte e le 6
  3. evitare l’assunzione di alcool e di farmaci che inducono sonnolenza diurna

In ogni caso, quando durante un viaggio compare la sonnolenza è un grave errore cercare di resistere, continuando a guidare e magari aumentando la velocità per arrivare prima a destinazione; in questa condizione, infatti, la possibilità di attacchi brevi ed improvvisi di sonno è molto alta.
Bisogna insomma riconoscere e dare importanza a tutti quei segnali che ci avvertono della sonnolenza, come la facile distraibilità, il non ricordare precisamente l’ultimo tratto di strada percorsa, i frequenti sbadigli, il bruciore agli occhi.

Rimedi sintomatici alla sonnolenza possono essere:

  • i pisolini di 30 minuti
  • il caffè (150-200 mg di caffeina, antagonista dell’adenosina): secondo alcuni studi (Philip et al. 2006), ci sarebbe uno stesso effetto sulle performances di guida del pisolino di 30 minuti e della caffeina 200 mg

L’intervento si conclude parlando della eventuale sonnolenza diurna eccessiva: su questo tema interviene anche un secondo intervento, dal titolo “Sonnolenza e disturbi del sonno” a cura della Dr.ssa Susanna Mondini (Centro di medicina del sonno, U.O. neurologia Policlinico S.Orsola-Malpighi).

L’intervento segnala che la sonnolenza è “(…) espressione di un bisogno primario del nostro organismo come la fame o la sete e compare quando il nostro organismo, anziché di cibo o di acqua, ha bisogno di sonno”. E ci ricorda che noi siamo costruiti per dormire nelle ore notturne.

Dopo aver riportato estratti di articoli di cronaca relativi a incidenti (anche in ambito lavorativo) causati dalla sonnolenza, la relatrice indica che la sonnolenza è patologica (eccessiva sonnolenza diurna o ipersonnia):

  • quando viene sonno durante il giorno in orari in cui la maggior parte delle persone è sveglia ed attiva
  • quando la sonnolenza interferisce con lo svolgimento delle attività della giornata

E la sonnolenza diurna eccessiva può essere causata da:

  1. privazione cronica di sonno: togliere tempo al sonno per svolgere altre attività (sociali, familiari, lavorative, computer); avere orari di sonno irregolari; lavoro a turni. La privazione cronica di sonno è la principale causa di incidenti stradali da sonnolenza
  2. disturbi del sonno: patologie che causano una alterazione della struttura del sonno con conseguente perdita dell’effetto riposante. Possono essere, ad esempio, insonnie, disturbi del movimento durante il sonno, disturbi del respiro nel sonno, malattie neurologiche o internistiche che causano una alterazione del sonno (demenze, morbo di parkinson, reflusso gastroesofageo; dolori muscolari e articolari, ...)
  3. farmaci: farmaci che agiscono sul sistema nervoso
  4. alcool e sostanze stimolanti: quando termina il loro effetto, arriva il sonno.

In conclusione, anche questo intervento sottolinea che riguardo alla sonnolenza al volante il problema non è solo il colpo di sonno, ma tutte le alterazioni della vigilanza che lo precedono.

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