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Partendo dalla considerazione che una parte significativa di infortuni e malattie professionali è riconducibile ad azioni scorrette piuttosto che a condizioni tecniche inadeguate, si può chiaramente comprendere quanto la formazione sia un elemento fondamentale e necessario per rendere efficace ogni azione di prevenzione.

Una formazione in grado di rendere i lavoratori consapevoli dei rischi connessi allo svolgimento delle proprie mansioni, dei pericoli per il proprio benessere e quello dei colleghi e del sistema di tutele che la normativa ha predisposto con l’obiettivo di raggiungere un’integrazione tra lavoro e salute.

Alla formazione dei lavoratori, l’Azienda sanitaria locale della provincia di Monza e Brianza ha dedicato il Piano Mirato di Prevenzione “Formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro”, che dedica particolare attenzione al modo d’intendere e di fare formazione, sia nella progettazione che nell’utilizzo di un approccio interattivo che comporti la centralità del sistema di prevenzione aziendale e del lavoratore nel percorso di apprendimento.

In relazione a questo Piano Mirato è stato prodotto un documento (scaricabile dal link a fondo pagina) dal titolo “Formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro - Guida per le imprese”, che ha lo scopo di fornire al datore di lavoro un aiuto operativo per il concreto adempimento del dovere di formazione nei confronti dei lavoratori e di stimolare i lavoratori e i loro rappresentanti sul diritto–dovere alla partecipazione attiva alle iniziative proposte.

Il documento affronta nel primo capitolo il tema dell’importanza della formazione nei luoghi di lavoro, sottolineando che “(…) per operare un cambiamento di mentalità nell’approccio alla tutela della salute e della sicurezza è opportuno che il posto di lavoro, luogo nel quale si trascorre una parte rilevante della vita e dove sono svolte importanti attività, rappresenti un contesto di cooperazione, compartecipazione e corresponsabilità tra i vari soggetti della prevenzione: datore di lavoro, RSPP, RLS, medico competente, dirigenti, preposti, favorendo il coinvolgimento dei lavoratori”.

Inoltre, la formazione per i lavoratori deve costituire un’insostituibile occasione di acquisizione di consapevolezza, volta a comprendere quanta importanza riveste, per la propria ed altrui salute e sicurezza, l’adozione di comportamenti lavorativi corretti. Dove il rischio, inteso come probabilità di accadimento di un evento dannoso, risulta strettamente correlato a scelte organizzative e a comportamenti lavorativi impropri, scorretti o sbagliati.

Bisogna poi fare attenzione a non confondere la formazione con altri due concetti importanti e complementari:

  1. l’informazione, cioè lo scambio di conoscenza tra due o più persone, all'interno di una comunità o nella società. Il contenuto dell’informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze utili all’identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro
  2. l’addestramento, con cui s’intende quel complesso di attività, gestite da personale esperto, dirette a far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale e le procedure di lavoro

Ad esempio, nel caso di utilizzo di una vernice, l’informazione sui pericoli connessi alle diverse sostanze chimiche che la compongono è contenuta nell’etichetta applicata sul prodotto e nella scheda di sicurezza. La formazione consiste nell’acquisizione di competenze che permettono al lavoratore di svolgere correttamente la propria mansione nell’ambito delle istruzioni ricevute, contribuendo ad identificare, ridurre e gestire i rischi derivanti dall’esposizione professionale. L’addestramento, invece, consiste nell’apprendere concretamente il corretto utilizzo del prodotto, mettendo in pratica quanto indicato nella scheda di sicurezza.

Il documento si sofferma poi sul dovere e sugli obblighi di formazione nei luoghi di lavoro, con riferimento a quanto riportato nell’art. 37 del D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro deve assicurare a ciascun lavoratore una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, dove “sufficiente” è una formazione che rispetta le indicazioni degli Accordi Stato Regioni.

Si ricorda inoltre che la formazione non è solo un dovere per il datore di lavoro, ma rappresenta anche un diritto-dovere del lavoratore, che è chiamato a prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni od omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro e a partecipare ai programmi di formazione e addestramento organizzati durante l’orario di lavoro (vedi articolo 20 del D.Lgs. 81/2008).

Rimandando ad una lettura integrale del documento, ci soffermiamo infine sulla modalità di trasmissione dei contenuti.

L’efficacia della formazione deve essere adeguatamente verificata, allo scopo di indurre e garantire comportamenti lavorativi corretti. Questo comporta lo sforzo organizzativo di adattare il più possibile forme e contenuti delle attività di apprendimento ai differenti operatori presenti in azienda; in linea generale, si ricorda la necessità di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, ma non riduttivo, e di sottolineare gli aspetti essenziali legati ai comportamenti inerenti alla prevenzione dei rischi, evitando una mera trasmissione nozionistica degli aspetti normativi.

Riguardo ai lavoratori stranieri, il documento sottolinea che i contenuti trasmessi devono essere facilmente comprensibili ai lavoratori e, ove questi siano immigrati da altri Paesi, è previsto che sia effettuata una verifica della comprensione e conoscenza della lingua utilizzata. Nel piano formativo devono essere indicati espressamente gli strumenti e le modalità con le quali si e provveduto alla verifica della comprensione della lingua.

Concludiamo con un breve cenno ai lavoratori disabili.

È evidente che è responsabilità del datore di lavoro, in collaborazione con il singolo docente, prestare particolare attenzione a pianificare l’attività formativa di persone con disabilità, con l’assistenza di aiuti particolari, sia tecnici sia metodologici. Il documento sottolinea che è auspicabile attendersi che tali lavoratori raggiungano un livello di preparazione analogo a quello dei loro colleghi e comunque sufficiente a garantire loro le stesse condizioni di sicurezza. In particolare, per i lavoratori con disabilità di tipo intellettivo, valgono speciali considerazioni. Il processo educativo, infatti, a differenza di qualsiasi forma di istruzione in cui si privilegia l’aspetto informativo, si centra sulla relazione tra le persone; al formatore quindi, prima delle competenze specifiche in materia di sicurezza, sono richieste competenze di carattere educativo-relazionale il più possibile adeguate alla tipologia d’utenza.

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