Il settore edile si caratterizza per la notevole dispersione della forza lavoro in imprese di piccole e piccolissime dimensioni e per  una notevole variabilità delle modalità di lavorazione e, di conseguenza, delle modalità di esposizione ai diversi rischi professionali; queste circostanze rendono particolarmente difficoltosa la valutazione e la gestione dei rischi, e la stessa stima delle conseguenze della esposizione ai diversi rischi professionali.

Queste considerazioni sono ancor più vere per i rischi di natura ergonomica: nonostante la consapevolezza che le patologie muscolo scheletriche sono responsabili di assenteismo, disabilità fisica e malattie professionali (la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro stima che le patologie del rachide lombo-sacrale interessino oltre il 46% dei lavoratori edili europei), sono ancora poche le iniziative nel settore volte a favorire una corretta gestione dei rischi.

Su queste basi è nata la collaborazione fra la Direzione Regionale di Basilicata dell’INAIL e la Edilcassa di Basilicata, concretizzatasi in un progetto che ha consentito di effettuare un’analisi dettagliata dei diversi rischi professionali (Movimentazione Manuale dei carichi, trasporto manuale, traino e spinta), di stimare la prevalenza (fra i lavoratori delle imprese edili iscritte ad Edilcassa) delle patologie correlate a questi rischi e di condurre una iniziativa di formazione ed informazione per gli operatori edili, finalizzata ad una migliore gestione del rischio.

La pubblicazione “Il sovraccarico biomeccanico della colonna vertebrale nel settore edile: schede di rischio per mansione, per settore produttivo e per singoli compiti lavorativi.
Proposta di un metodo semplificato per la valutazione del rischio nelle imprese edili” vuole mettere a disposizione dei tecnici del settore i risultati dettagliati relativi alla valutazione dei rischi, con la finalità di agevolarne la valutazione e di favorirne la corretta gestione. 

Questo manuale riporta una esperienza esemplare di studio e di intervento preventivo condotta nel sud del nostro Paese in un comparto, quello dell’edilizia, in cui il rischio da sovraccarico biomeccanico del rachide si presenta al contempo come rilevante e di complessa analisi per la molteplicità delle condizioni di lavoro in cui esso può manifestarsi.


Già da molto tempo infatti è stato evidenziato come la tematica della Movimentazione Manuale di Carichi (MMC), che pure rappresenta un titolo specifico del D.lgs. 81/08, è, nel settore edile, di difficile svolgimento in particolare laddove si tratti di valutare il rischio attraverso le metodiche indicate dalle norme internazionali e dalle norme e Linee Guida nazionali sulla materia.

Buona parte di questi atti normativi e di indirizzo infatti utilizzano una metodica (Revised Niosh Lifting Equation- RNLE) la cui applicazione nel settore risulta particolarmente complessa.

Proprio la consapevolezza di questa complessità ci fa dire che non è possibile lasciare ai soli datori di lavoro la responsabilità di colmare queste lacune: è necessario che tutto il sistema istituzionale disegnato dal D.lgs. 81/08 fornisca strumenti ed ausili che facilitino il loro compito di valutazione dei rischi, anche per tentare di spostare le poche risorse di sponibili dalla valutazione del rischio alla ricerca attenta e costante delle soluzione.


L’articolazione dello studio e la numerosità del campione studiato sono, a nostro parere, di adeguata significatività, ma si può concordare con gli autori che un suo allargamento, per tipologia di compiti studiati e per numerosità di campionamento, sarebbe oltremodo auspicabile. Come operato con questo manuale, l’arricchimento dell’esperienza potrebbe arrivare a fornire un ricco database di “pre-valutazioni” di compiti e mansioni in edilizia comportanti attività di movimentazione manuale di carichi da consegnare a tutti coloro che, per legge o per iniziativa, devono e vogliono attuare interventi di prevenzione del rischio di sovraccarico biomeccanico.

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