Norme tecniche e valutazione della vibrazione al corpo intero

"PAF – Portale Agenti Fisici" è un portale realizzato dal Laboratorio Agenti Fisici del Dipartimento di Prevenzione dell' Azienda Sanitaria USL 7 Siena, contenente diverse banche dati che valevoli ai fini della valutazione dei rischi ai sensi della normativa (D.Lgs. 81/2008, art. 202, Allegato XXXV). Tra queste, facciamo oggi riferimento alle banche dati "Vibrazioni Mano Braccio" e "Vibrazioni Corpo Intero".

Ricordando che l'allegato XXXV del Testo Unico fa riferimento, per quanto riguarda la valutazione dell'esposizione alle vibrazioni al corpo intero, alla norma tecnica UNI ISO 2631-1, il portale segnala il ritiro della UNI ISO 2631-1:2008 "Vibrazioni meccaniche e urti - Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero - Parte 1: Requisiti generali", avvenuto il 12 giugno 2014. Il ritiro di tale norma da parte UNI è dovuto a motivi tecnici, ai fini dell'adeguamento della stessa con l'Aggiornamento 1 alla ISO 2631-1:1997, pubblicato nel luglio del 2010.

Inoltre, si fa presente che ai sensi del D.Lgs. 81/2008 Titolo VIII Capo III, la norma di riferimento per la valutazione del rischio vibrazioni in Italia ed in Europa è comunque la ISO 2631-1 così come integrata e modificata dalla ISO 2631-1:1997/Amd.1:2010(en). Tale emendamento integra il testo normativo in relazione alla letteratura e agli standard pubblicati in materia dopo il 1997, ed esplicita che metodiche alternative di valutazione in presenza di vibrazioni intermittenti o urti ripetuti che presentino fattori di cresta superiori a 9 sono contenute nello Standard ISO 2631-5 "Mechanical vibration and shock - evaluation of human exposure to whole-body vibration - Part 5: Method for evaluation of vibration containing multiple shocks". Tale norma non era ancora in vigore nel 1997, quando è stata emessa la ISO 2631-1 successivamente recepita in Italia da UNI ISO 2631-1:2008.

Ci soffermiamo ora brevemente su quanto indicato relativamente alla valutazione del rischio per le vibrazioni trasmesse al corpo intero.

L'articolo 202 del Decreto Legislativo 81/2008 prescrive l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro. E' previsto che la valutazione dei rischi possa essere effettuata senza misurazioni, qualora siano reperibili dati di esposizione adeguati presso banche dati dell'ISPESL e delle regioni o direttamente presso i produttori o fornitori. Nel caso in cui tali dati non siano reperibili, è necessario misurare i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono esposti.

In ogni caso, la valutazione, con o senza misure, dovrà essere programmata ed effettuata ad intervalli regolari da parte di personale competente. Essa dovrà valutare i valori di esposizione cui sono esposti i lavoratori in relazione ai livelli d'azione e i valori limite prescritti dalla normativa. La valutazione deve prendere in esame i seguenti fattori:

- i macchinari che espongono a vibrazione e i rispettivi tempi di impiego nel corso delle lavorazioni, al fine di valutare i livelli di esposizione dei lavoratori in relazione ai livelli d'azione e valori limite prescritti dalla normativa
- gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio
- gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature
- le informazioni fornite dal costruttore dell'apparecchiatura ai sensi della Direttiva Macchine
- l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione a vibrazioni meccaniche
- condizioni di lavoro particolari come le basse temperature, il bagnato, l'elevata umidità, il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide

La vigente normativa prescrive inoltre che la valutazione del rischio da esposizione a vibrazioni prenda in esame il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti. In presenza di vibrazioni impulsive è pertanto necessario integrare la valutazione dell'esposizione con ulteriori metodiche valutative che tengano in considerazione l'impulsività della vibrazione. Si ricorda in merito che lo standard ISO 2631-1 indica che il parametro valutativo A8 è applicabile per vibrazioni WBV (Whole Body Vibration) con fattore di cresta inferiore a 9. Il superamento di tale valore è indicativo della presenza di vibrazioni a carattere impulsivo, da valutare utilizzando il valore di dose di vibrazione VDV.

In aggiunta – conclude e ribadisce il portale – l'emendamento del 2010 della ISO 2631-1 specifica che le metodiche alternative di valutazione da adottare in presenza di vibrazioni intermittenti o urti ripetuti - che presentino fattori di cresta superiori a 9 - sono contenute nello Standard ISO 2631-5.

Qui il collegamento al portale PAF.

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