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La prevenzione degli incidenti di lavoro negli spazi confinati è un tema delicato, soprattutto in relazione ai problemi applicativi del Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177.

Il tema è affrontabile anche da un punto di vista che raramente si accosta – se non in relazione alle attività di scavo – ai problemi degli ambienti con sospetto inquinamento o confinati: le attività nel comparto edile. Quanto sono presenti gli ambienti confinati in edilizia? E come viene applicato il DPR 177?

Per rispondere a queste domande, riportiamo un'intervista realizzata da Tiziano Menduto al Geometra Paolo Secchi in occasione del convegno del 22 ottobre 2014 "Applicazione del D.P.R. 177/2011 a tre anni dalla sua entrata in vigore". L'obiettivo è di fare chiarezza con domande concrete sugli spazi confinati in edilizia:

  • Ci sono situazioni per cui un ponteggio può diventare uno spazio confinato?
  • In quali casi può essere necessario applicare il DPR 177/2011 in edilizia?
  • E cosa capita se un coordinatore per la sicurezza rileva che i lavoratori stanno lavorando in uno spazio non riconosciuto come confinato?

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"(...)

Quando si parla di spazi confinati raramente si fa riferimento al comparto edile. Ci sono spazi confinati? Quali sono le principali problematiche?

Paolo Secchi: Colgo l'occasione per essere in accordo sul fatto che la percezione degli spazi confinati in edilizia attualmente non c'è molto.
Probabilmente questa carenza è generata da un equivoco. Il DPR 177 richiama l'articolo 121 che riguarda la presenza di gas negli scavi. Quindi molto spesso in edilizia molte persone considerano che l'unico spazio confinato possa essere quello.
In realtà di spazi confinati, soprattutto nel campo industriale, ne troviamo un numero sempre crescente. Se pensiamo a tutti i vani tecnici, dove vengono collocati gli impianti - ad esempio gli impianti per trattamento aria, di refrigerazione, che possono funzionare a glicole o ammoniaca – abbiamo a che fare con spazi che possono diventare estremamente pericolosi. Quindi in edilizia abbiamo sicuramente una casistica che dovremo tenere in considerazione per fare delle valutazioni, nel campo della sicurezza, adeguate.

(...)

Nel suo intervento ha mostrato alcune slide relative a ponteggi. Un ponteggio può diventare uno spazio confinato? E con quali condizioni?

P.S.: (...) Se ad un ponteggio applichiamo dei teli di protezione e all'interno di questo ponteggio effettuiamo delle lavorazioni – di restauro, di ripristino, ... – utilizzando solventi ed eventualmente fiamme libere si possono generare anche situazioni di pericolo.
La mia era una provocazione per cercare di far intuire alle persone che seguivano il convegno che occorre una maggiore sensibilità, ma occorre anche un metodo diverso per identificare questi spazi.
Anche se il DPR 177 avesse fornito un elenco il più possibile esaustivo sicuramente il caso che ci si pone in avanti non sarebbe compreso nell'elenco, ci troveremmo di fronte a delle difficoltà interpretative. Quindi la mia provocazione è quella di voler richiamare l'attenzione su questi aspetti.
Lo stesso discorso vale per le coperture. Molto spesso si pensa a spazi confinati come spazi piccoli, angusti. Ma non è assolutamente vero. Basti immaginare i piani di copertura dove abbiamo impianti di raffreddamento, di trattamento aria, che possono funzionare ad ammoniaca o avere dei gas abbastanza invasivi e importanti dal punto di vista della sicurezza. Oppure possiamo avere vasche di laminazione dove la presenza degli inquinanti è abbastanza elevata.
Dobbiamo cercare di diffondere questa nuova abitudine a valutare gli spazi confinati ai tecnici e ai datori di lavoro che molto spesso ritengono di non essere coinvolti in questo tipo di argomenti.

Presentiamo un caso operativo. Un coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione scopre che i lavoratori stanno lavorando in uno spazio confinato con rischi non valutati in relazione alla specificità dell'ambiente. Cosa deve fare?

P.S.: Secondo me il coordinatore in fase di esecuzione ha due possibilità.
O coinvolgere il coordinatore per la sicurezza in fase di progetto e rielaborare una procedura per gestire questa situazione.
O direttamente può andare – questo glielo consente la normativa - ad integrare quello che è il Piano di Sicurezza e Coordinamento con proprie disposizioni. In questo modo andrà ad integrare e colmare una lacuna che non era stata considerata precedentemente".

EcoSafe effettua la valutazione del rischio e la classificazione degli spazi confinati, oltre a fornire le relative attrezzature per il recupero. Per avere maggiori informazioni potete chiamare lo 011 9541201 oppure scrivere una mail a commerciale@ecosafe.it

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