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Fare formazione è qualcosa di diverso dalla didattica tradizionale: tutti noi abbiamo certamente in mente esperienze formative a cui abbiamo partecipato come allievi e che ci hanno interessato, o addirittura entusiasmato, mentre altre hanno sortito effetti opposti...

Ci si domanda spesso se una buona formazione sia il risultato di un dono naturale del docente, di un colpo di fortuna o, più semplicemente, di un metodo sperimentato e acquisito.

Dato che le prime due variabili sono poco modificabili, vale la pena di riflettere sulla metodologia. Si diceva che fare formazione non è fare didattica tradizionale: non ci si può limitare, come docenti, ad una tradizionale lezione frontale, ma occorre ragionare sugli strumenti più efficaci per facilitare quel processo di apprendimento. Per motivare gli allievi bisogna far vivere loro esperienze significative, anche attraverso metodologie differenti che consentano di avvicinare i contenuti in maniera più stimolante.

Benché sia inevitabile nel corso della formazione fare riferimento ai modelli teorici di svariate discipline, è importante privilegiare l'aspetto pragmatico della formazione, mantenendo continuamente l'aggancio con gli aspetti più pratici ed operativi del profilo professionale o delle competenze che si va formando. Da questo punto di vista, sono generalmente funzionali e ben apprezzate le esercitazioni, giochi, simulazioni e i role plaiyng.

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Tuttavia, anche le metodologie più interattive non si improvvisano, ovviamente, né si usano come semplici contenitori per riempire le ore di docenza. Pertanto, non è sufficiente adottare una metodologia molto coinvolgente e apparentemente entusiasmante, perché fare formazione è qualcosa di diverso dal fare animazione: l'uso di ogni tecnica ha senso se il formatore è in grado di restituire il senso dell'esperienza.

Occorre ricordare che ogni processo di apprendimento rappresenta una forma di cambiamento, ma il cambiamento può essere vissuto come un'esperienza di rottura di una forma non più valida e di inevitabile ricomposizione di una nuova forma. L'individuo può essere messo in crisi da questa destabilizzazione. Il formatore assume il ruolo di mediatore nel processo di apprendimento: egli ha il compito di selezionare e organizzare gli stimoli in modo tale che rappresentino significati comprensibili e validi per la persona cui sono proposti.

La più potente motivazione ad apprendere è la percezione dell'apprendimento come un proprio bisogno o desiderio. Vediamo ora le più comuni metodologie che possono essere utilizzate in aula per supportare il processo formativo:
1. Esercitazioni nozionistiche o di valutazione formativa (es. questionari, test conoscitivi), centrate sull'acquisizione di conoscenze teoriche: l'obiettivo non dovrebbe essere quello di valutare il livello di conoscenza del singolo, ma garantire che tutti raggiungano un certo livello adeguato
2. Esercitazioni problem solving: consiste nell'assegnare un problema, vicino o meno alla realtà quotidiana, la cui risolvibilità è legata al corretto uso di nozioni. L'obiettivo è verificare la capacità del gruppo di esaminare le varie alternative, di valutarle correttamente e scegliere la più adeguata
3. Studio di casi: non esiste la soluzione corretta, ciò che conta è la coerenza interna del processo logico. E' una tecnica che richiede molto tempo e un costo emotivo/psicologico significativo, oltre che una grande abilità del docente a rielaborare i contenuti emersi
4. Le simulazioni (o role playing): insieme di simulazioni comportamentali in cui l'apprendimento avviene soprattutto tramite la verifica, in situazione sperimentale e protetta, della validità di certe scelte comportamentali. Hanno una valenza emozionale molto alta, a causa dell'esposizione del partecipante (non consigliabili in gruppi appena formati o in percorsi brevi).

Infine, un paio di riflessioni ancora su alcuni strumenti alternativi utilizzabili in aula.
Film: l'uso (e l'efficacia) di video e filmati in aula non sono certamente una novità. L'apprendimento multimediale attiva processi cognitivi di "immersione", ossia un totale coinvolgimento del soggetto e di tutti i suoi sensi occupando diverse aree corporee e mentali. Il rapporto con il prodotto multimediale faciliterebbe la partecipazione del soggetto e l'immedesimazione con il contenuto del messaggio.
Ovviamente, occorre selezionare con cura il filmato da proporre, valutandone la pertinenza rispetto al tema. Se si tratta di film noti al grande pubblico, occorre suggerire di rimanere concentrati sullo spezzone specifico, onde evitare le possibili divagazioni della classe sulla trama complessiva del film
Arte: alcune opere parlano meglio di noi degli argomenti che potremmo affrontare in aula, o li introducono con un'intensa forza evocativa, ma soprattutto offrono delle possibilità di riflessione e lettura di sé o del contesto spesso sottovalutate. Ovviamente non è necessario che gli allievi conoscano gli autori e le loro opere, ma semplicemente che siano offerte come uno stimolo da cui far scaturire riflessioni, rappresentazioni, intuizioni.
Tecniche narrative: l'ascolto, la lettura, la condivisione, la produzione di storie. La costruzione di una cornice metaforica e l'adozione di un linguaggio simbolico consentono di stimolare processi di identificazione, riflessione e attribuzione di significati

Il workshop "Safety Coaching", che si terrà nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio nella cornice del convegno "La Cultura della Sicurezza nell'Europa di domani", vuole essere un ponte tra le due metodologie. A cura dei docenti Dr. Matteo Fiocco (Safety Coach), Dr. Massimo Servadio (Psicologo) e Dario Andreis (Responsabile Commerciale EcoSafe), il corso si basa sulla convinzione che la tradizionale formazione d'aula continua infatti ad avere una sua funzione nel trasferire le nozioni e i concetti di base, ma nelle fasi successive è necessario che i partecipanti interiorizzino e assimilino i concetti in modo da modificare concretamente i comportamenti. Per raggiungere questo risultato si utilizza la tecnica del "learning by doing", fedele al principio per cui "Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco".

Posti limitati, riservate la vostra partecipazione iscrivendovi al più presto al convegno e al corso tramite questo link o scaricando la scheda d'iscrizione.

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