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L’Ergonomia si concentra sulla progettazione del lavoro e sul suo adattamento alle necessità e alle capacità fisiche e mentali umane.

Un approccio ergonomico considera i compiti di MMC nella loro interezza, tenendo conto di una serie di fattori rilevanti, compresi la natura del compito, le caratteristiche dell'oggetto, l'ambiente di lavoro e le limitazioni e le capacità di un individuo.

La Norma UNI ISO 11228-2 entra in gioco nel momento in cui, non essendo possibile eliminare le fasi più gravose, sia necessario esaminare in modo approfondito i fattori che rendono rischiosa le attività di traino e spinta; per mezzo del protocollo descritto nella norma è possibile qualificare e quantificare gli elementi che determinano il rischio per migliorare le condizioni operative legate alle attività di traino e spinta.

Identificazione dei pericoli:

FORZA

Nelle operazioni di traino e spinta occorre considerare in modo distinto la forza iniziale, che si applica per superare l’inerzia dell’oggetto all’inizio del movimento (o ogni volta in cui è richiesto un cambio di direzione dello stesso) e la forza di mantenimento, necessaria per sostenere il movimento dell’oggetto. In linea generale, la forza necessaria per spostare un oggetto cresce con l'aumentare:

  • della distanza percorsa;
  • delle caratteristiche dell’oggetto;
  • del numero di cicli di trasporto eseguiti nel turno di lavoro;
  • della durata del tempo dedicato alla movimentazione;
  • dell’angolo di applicazione della forza.

Poiché la forza iniziale è generalmente maggiore di quella di mantenimento, dovrebbero essere ridotte al minimo tutte le condizioni in cui la forza deve essere applicata in modo impulsivo, come nel caso delle fasi di avvio o di arresto dell’oggetto o quando risulti necessario cambiare la direzione dello spostamento. L’applicazione prolungata della forza di mantenimento dovrebbe inoltre essere evitata, in quanto causa di affaticamento muscolare.

POSTURA

Da un punto di vista biomeccanico, una postura corretta non si discosta molto da quella fisiologica. Assumendo una postura adeguata, l’operatore è in grado di reclutare in modo sinergico i gruppi muscolari per muovere adeguatamente le leve articolari, incrementando l’efficacia dello sforzo prodotto. In tali condizioni diminuisce la probabilità di insorgenza di traumi a carico del sistema muscolo-scheletrico. In linea di principio, durante la fase di movimentazione dell’oggetto, l’operatore deve adottare una postura confortevole e stabile e ridurre al minimo le azioni di rotazione e flessione del busto sui piani sagittale e laterale. In queste condizioni diminuiscono il valore della compressione intervertebrale, lo sforzo di taglio generato a livello dei vari segmenti articolari del rachide e l’impegno muscolare. Se si tiene presente che l’efficacia massima si ottiene quando la componente della forza viene esercitata in direzione orizzontale, è facile comprendere quanto la posizione della maniglia influenzi la postura dell’operatore e, in ultima analisi, la sua capacità di dosare la forza durante la fase di spinta. Una corretta postura prevede una posizione delle mani non troppo alta né troppo bassa e tale che queste, in fase di spinta o di traino, non siano troppo vicine tra loro. In particolare, nelle operazioni di spinta, la maniglia va collocata ad una altezza compresa tra quella dell’anca e quella del gomito; durante la trazione, l’altezza ottimale della maniglia è compresa tra quella dell’anca e quella del ginocchio.

FREQUENZA, DURATA E DISTANZA

Poiché la forza esercitata nella fase iniziale o al termine della movimentazione è maggiore della forza di mantenimento, è opportuno ridurre le occasioni di attivazione (o arresto) del movimento del carrello, diminuendo la frequenza delle azioni di traino e spinta; alla stessa maniera vanno evitati i percorsi curvi, che costringono l’operatore a continue applicazioni della forza iniziale atte a cambiare la direzione del sistema di trasporto. Dato che anche l’applicazione prolungata di forza può provocare affaticamento, dolore e traumi muscolo-scheletrici, dovrebbero essere ridotte quanto più possibile le distanze tra il punto di carico e il luogo di destinazione del trasporto. Nel caso in cui non sia possibile diminuire la distanza del tragitto, è necessario introdurre ausili meccanici.

CARATTERISTICHE DEL SISTEMA DI TRASPORTO

La manovrabilità del carrello costituisce un fattore di notevole importanza. In condizioni di scarsa manovrabilità, l’operatore è infatti costretto ad attivare uno sforzo muscolare maggiore per adempiere al compito che, in assenza di adeguati tempi di recupero fisiologici, potrebbe evolvere in una sintomatologia dolorosa o in una patologia da sovraccarico biomeccanico. Nella procedura di ottimizzazione va considerata l’opportunità di dotare l’oggetto di ruote di dimensioni e materiali idonei alle caratteristiche dell’ambiente. Ciascuna ruota dovrebbe essere capace di supportare almeno 1/3 del peso del carico totale. La forma e le dimensioni del carrello devono essere tali da non ostacolare la visibilità dell’operatore, che andrebbe altrimenti incontro a rischi di infortunio. I freni possono essere necessari nel caso di carichi particolarmente pesanti, in particolar modo se trasportati su superfici inclinate. È necessario adottare un programma di manutenzione periodico, che preveda la pulizia e la lubrificazione delle ruote, in modo da mantenerne inalterato lo stato di efficienza.

CONDIZIONI AMBIENTALI

È importante che la pavimentazione sia priva di irregolarità, che le superfici non siano rese sdrucciolevoli dalla presenza di acqua o detriti e, infine, che i percorsi siano studiati per evitare la presenza di rampe e scalini. Dovranno poi essere garantite condizioni microclimatiche e di illuminazione idonee.

CARATTERISTICHE INDIVIDUALI

La valutazione dei rischi non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche individuali dei lavoratori coinvolti nelle operazioni di traino e spinta. Fattori quali l’età, il sesso e lo stato di salute dell’operatore rivestono notevole importanza ai fini della quantificazione del rischio. Informazione, formazione e addestramento dovranno inoltre essere parte integrante dell’organizzazione delle attività; per mezzo di esse si rendono i lavoratori consapevoli circa le corrette modalità di esecuzione della movimentazione e sull’individuazione e segnalazione di eventuali situazioni di rischio. Sarà opportuno che vengano fornite informazioni sui seguenti aspetti:

  • Modalità di carico delle merci sul carrello;
  • Modalità di movimentazione del carrello;
  • Tipologia e caratteristiche del sistema di trasporto e sua corretta manutenzione;
  • Sviluppo del percorso da compiere (il più possibile breve e rettilineo, privo di rampe, gradini e altri ostacoli);
  • Riduzione al minimo delle operazioni complementari comportanti ulteriore impegno biomeccanico.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

 

Per svolgere un’adeguata Valutazione dei Rischi da Movimentazione Manuale dei Carichi nelle attività di Traino e Spinta, EcoSafe si è dotata del Dinamometro per Traino e Spinta DIN ERGO 81-08 PRO-X per l'ottimizzazione delle attività di valutazione dei rischi derivanti da compiti di Traino e Spinta.

 

Le caratteristiche dello strumento sono visibili anche nella nostra news del 10/03/2015.

 

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