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Il nuovo aggiornamento della Direttiva Seveso operato con il DLgs 105, pubblicato in GU il 14 luglio scorso (prima d’ora il nostro ordinamento ha recepito le precedenti edizioni della Seveso con i DLgs 334/99 e DLgs. 238/05) si è reso necessario per armonizzare il sistema di individuazione e catalogazione dei prodotti chimici all’interno dell’Unione europea con quello adottato a livello internazionale in ambito ONU, il che comportò l’adozione del Regolamento CE n. 1272/2008.

La struttura del DLgs 105/2015 si compone oltre che dei principi generali e del campo di applicazione delle disposizioni (capo 1), delle competenze del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dell’Interno; delle Regioni e di altri enti territoriali; degli Organi tecnici nazionali e regionali; del Comitato tecnico regionale; del Coordinamento per l’uniforma applicazione della Seveso 3 sul territorio nazionale.

Fra i suoi 17 allegati di notevole importanza si trova il Regolamento per la consultazione della popolazione sui piani di emergenza esterna in caso di incidente rilevante.

Per la consultazione della “popolazione” (persone fisiche, singole e associate, gli enti, le organizzazioni o i gruppi che siano o possano essere interessati dalle azioni derivanti dal Piano di emergenza esterna relativa agli incidenti rilevanti) il Prefetto nel corso della predisposizione del Piano di emergenza esterna e, comunque, prima della sua adozione, procede, d’intesa con il Comune o con i comuni interessati, alla consultazione della popolazione per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi, questionari o altre modalità idonee, compreso l’utilizzo di mezzi informatici e telematici.
La consultazione si ripete nel corso della revisione e dell’aggiornamento del Piano di emergenza esterna.


Allo scopo, il Prefetto rende disponibili alla popolazione le informazioni su:

  • le caratteristiche dell’area interessata dalla pianificazione o dalla sperimentazione;
  • la natura dei rischi;
  • le azioni previste per la mitigazione e la riduzione degli effetti e delle conseguenze di un incidente;
  • le autorità pubbliche coinvolte;
  • le fasi e il relativo crono-programma della pianificazione o della sperimentazione;
  • le azioni previste dal Piano di emergenza esterna riguardanti il sistema degli allarmi in emergenza e le relative misure di autoprotezione da adottare.

Le informazioni sono messe a disposizione della popolazione per un periodo di tempo non inferiore a trenta giorni prima dell’inizio della consultazione.


Durante questo periodo, la popolazione può presentare al Prefetto:
a) osservazioni,
b) proposte
c) richieste sui contenuti della consultazione.


EcoSafe, nell’ambito della normativa in materia di Incidenti Rilevanti, può esserVi di supporto. Contattate i nostri Uffici per avere maggiori informazioni.

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