Il Decreto Legislativo n. 8/2016, in vigore dal 6 Febbraio 2016, definisce la depenalizzazione di alcuni reati nell’ambito del diritto al lavoro e di legislazione sociale. L’obiettivo della riforma è quello di trasformare alcuni reati in illeciti amministrativi. Si ritiene infatti che rispetto a tali illeciti abbia più forza di prevenzione, generale e speciale, una sanzione certa in tempi rapidi che la minaccia di un processo penale.

I reati coinvolti nel provvedimento che prevedono una pena pecuniaria, vengono depenalizzati a reato di tipo amministrativo e quindi puniti con la sola sanzione economica o multa. Sono esclusi dalla depenalizzazione i reati del codice penale, così come quelli che associano alla pena pecuniaria forme aggravate.

Sono esclusi dal provvedimento, anche se facenti parte del sistema penale, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; conservano quindi la loro natura di tipo penale e restano perseguito dall’attuale normativa vigente.

L’elenco dei reati oggetto del decreto legislativo e della successiva circolare operativa, è accluso nell’allegato alla circolare stessa, in una tabella che associa la fattispecie di reato alla pena prevista prima dell’entrata in vigore del reato e dopo questa data. Tra le ipotesi di reato in materia di lavoro e previdenza obbligatoria che vengono depenalizzate rientrano:

  • le omesse ritenute previdenziali e assistenziali da parte dei datori di lavoro a titolo di sostituti d’imposta, entro il limite di 10 mila euro;
  • l’abusivismo nel mercato del lavoro;
  • le violazioni del collocamento obbligatorio dei massaggiatori e fisioterapisti non vedenti;
  • le discriminazioni di genere;
  • la somministrazione di lavoro abusiva;
  • l’utilizzazione illecita;
  • l’appalto e il distacco illeciti;
  • le dichiarazioni false o gli atti fraudolenti volti ad ottenere prestazioni previdenziali;
  • l’illecita mediazione nell’assistenza ai lavoratori

Il legislatore, per maggiore chiarezza, stabilisce quindi due diversi regimi sanzionatori per distinguere i reati avvenuti prima dell’entrata in vigore del decreto (regime intertemporale) da quelli commessi successivamente a questa data (regime ordinario).

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